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Tassativamente senza sogni

Avere una vita adagiata, avere un animale in casa, potersi ritirare in casa ad un orario decente dopo una giornata di lavoro. Persino pianificare una vacanza per qualche giorno, senza pensieri. Questi e molti altri sono sogni che non è concesso di avere a molti. Ma solo a pochi, ovviamente.

Mi chiedo spesso come mai i nostri genitori, che hanno vissuto un dopo-guerra devastante, un periodo come gli anni ‘60, dove c’era la cosiddetta “Ricostruzione” ma mancavano tante cose, erano più felici e potevano permettersi molto di più rispetto ad oggi, dove non manca nulla tranne la felicità?

Voi mi direte: “Eh, non è vero che non manca nulla!”

E qui rispondo: passo. Si, passo. Perché a conti fatti tutti noi abbiamo uno smartphone, il cui costo può variare da qualche centinaia di euro all’ammontare di uno stipendio intero di un operaio. Alcuni di noi, i più veterani, usano uno smartphone “per chiamare”, o “per Facebook”, e per poco altro. Altri, invece, devono avere un iPhone, perchè “se non è iPhone non lo voglio”. Altri ancora affermano “ma vuoi mettere lo Z-Flip o il Razr?”

No, certo che no! D’altro canto, il cellulare era nato solo per ricevere ed effettuare chiamate telefoniche e inviare e ricevere SMS. Non c’era Whatsapp, non c’era Facebook, non c’era Instagram, non c’era Tik Tok. E si viveva meglio.

Per ritornare al periodo del Boom Economico, c’è una frase che mi torna spesso in mente “Si stava meglio quando si stava peggio”. Chi l’ha inventata aveva visto molto a lungo!

Ma guardiamo il tutto da un altro punto di vista. Prendiamo un uomo, 35 anni. Trova lavoro 5 anni prima e dopo anni di apprendistato e tirocini finalmente ottiene un contratto a tempo indeterminato, con un netto in busta paga di 1500 euro. Non male.

Non male SE vive da solo, e SE non vive a Milano. Ma se andiamo a vedere la sua busta paga, troveremo che il suo lordo è di circa 2300 euro. Una differenza di circa 800 euro. E dove vanno a finire questi soldi? Non sono di quest’uomo laborioso?

Sì. E no. Sono soldi suoi, certamente, in parte riversati nel fondo pensionistico, in parte sono tasse. Se non consideriamo il fondo pensionistico, una grande fossa nella quale vanno a finire decine di milioni di euro ogni mese dalle casse delle aziende verso lo Stato, o per meglio dire verso l’INPS, il resto sono tasse che l’azienda paga verso lo Stato, a nome di quest’uomo.

Ora puntiamo lo sguardo verso l’azienda. Lì c’è una donna, una imprenditrice. Ogni giorno deve farsì che tutti i suoi dipendenti lavorino con uno scopo comune; permettere alla sua azienza di prosperare. Ecco che già sento il vociare in fondo alla platea: “Per farsi i viaggi… Per la borsa nuova”. E qui vi fermo all’istante, perché non è affatto così. Quella donna ogni giorno fa di tutto affinchè possano lavorare i suoi dipendenti, pagare gli stipendi e… pagare le tasse.

Che non sono le stesse del misterioso uomo, ma sono molte di più. Supponiamo che la donna imprenditrice riesca a fatturare in un mese 20.000 euro. Togliamo i costi aziendali, ad esempio lo stipendio dell’uomo misterioso pari a 2500 euro per fare cifra tonda, e luce e gas di circa 500 euro. Restano 17.000 euro. Di sicuro un’azienda avrà molti altri costi, ma lasiamo così. Da questo netto va calcolato il 46% come tasse. Ne sono diverse, hanno nomi strani, di cui non ne conosco neanche il dettaglio di cosa rappresentano, ma va bene così. In fondo sono solo un cittadino che non sa stare zitto.

Quindi a conti fatti, restano circa 9000 euro. Immaginate se fosse l’uomo misterioso a dover pagare così, perchè è lo Stato che lo decide, il 46% del proprio stipendio come tassa. Alle 2500€ togliamo il 46% per lasciargli 1150€. Voi direte: “Eh, siamo lì”. No affatto. ci sono 350€ di differenza. Che sommate ai 12 mesi sono molti soldi all’anno. Ma tanti. Ma se vogliamo solo considerare 350€ mensili? Una buona parte di affitto, ad esempio. Che oggi, con 600€ forse neanche avresti un appartamento decente. Ovvio dipende sempre dove vivi, e con chi vivi.

Ma per tornare alla situazione in Italia. Come fa un’azienda, che pur volendo investire in personale, formarlo e farlo crescere nella propria azienda, in un mercato che sta mutando e continua a mutare giorno dopo giorno, deve oltremodo combattere contro una morsa così esasperata e lacerante della tassazione fiscale, il tutto per poter restare a galla e per parlare di sopravvivenza e non di crescita? Eppure al telegiornale, lo strumento di distrazione delle masse e di diffusione della propaganda politica, seppur neutrale…, si parla di crescita. Le aziende stanno crescendo.

Siamo sicuri? Supponiamo sia vero. Se la donna imprenditrice sta crescendo vuol dire che sta fatturando di più. Bene, è un buon segno, giusto? Ma perchè sta fatturando di più? Forse perchè sono aumentati i costi? Torniamo ai 9000 euro di utile netto del mese. Per arrivare a 9000 euro dobbiamo togliere il 46% dal totale. Ma sta dicendo il telegiornale che fattura di più. Quindi Come fa a restare a 9000 euro? Ha aumentato il salario all’uomo misterioso? No. La busta paga non è cambiata. E te pareva! Ma perchè? Perchè è aumentato il costo della luce e del gas. E non solo alla donna imprenditrice, ma anche ai suoi fornitori, che a loro volta hanno aumentato i loro costi, perchè sono aumentate anche a loro le bollette. Ed è una catena lunga ed elaboriosa, comandata dai burattinai dei Fisco. Quindi sì, la donna imprenditrice questo mese ha fatturato 25000 euro, ma ha pagato di più di luce, e di altri costi, che tolti gli stipendi, e tolto il famigerato 46%, è tornata a 9000 euro in tasca.

Ovviamente le cifre sono paradossalmente fuori scala per farvi un esempio. Ma calza a pennello con la situazione che stiamo vivendo.

Ma perchè? Perchè tutti questi aumenti? Mi verrebbe da dire: “Perchè non lo chiediamo direttamente a loro, che sono sulle loro poltrone a lavorare per noi e per il nostro Paese?”.

Silenzio estivo con canto delle cicale notturne.

Dato che sto qui a parlare, continuo a scrivere. Una delle cause per le quali lo Stato ha deciso all’unanimità di aumentare le aliquote delle varie tasse aziendali è semplicemente perchè il paese è in forte Debito con il resto del mondo. Soprattutto con l’Europa. E quindi dice: “Come facciamo?” Eh tassiamo le aziende che fatturano più di un tot. E poi l’Agenzia delle Entrate risponde: “Ma non le pagano le tasse!” E lo Stato: “Come no? Devono!”… E in questo tira e molla, i capoccioni colti e studiosi e laurentosi, si sono ingegnati portando il totale del tassato di un’azienda al 46%. Quando altri paesi, che sono comunque indebitati, e non faccio nomi perchè sono un Signore, hanno una tassazione molto inferiore rispetto alla nostra. Ma si parla anche del 10%! Stiamo parlando che la donna imprenditrice a fine mese si ritrova in tasca 15000 euro e non più 9000, oserei dire quasi il doppio! E quell’uomo misterioso avrebbe in tasca almeno 400 euro in più. Ma non è difficile da capire. Se ho 1000 aziende che devono pagare il 46% ma non ci riescono, più della metà chiude e decide magari anche il fallimento. Lo stato quindi si ritroverebbe un incasso inferiore. Ma non solo! Se prima un’azienda poteva contare su 5 fornitori, ora potrà contare solo su 2. E questi due non saranno in grado di sopperire a tutte le richieste. Quindi ci sarà un rallentamento anche del flusso lavorativo aziendale. Quello che prima lo realizzavo in 2 settimane ora lo realizzo in un mese. E qui aumentano anche i costi. Mentre invece se avessero ridotto la percentuale delle tasse aziendali, molte più aziende avrebbero avuto modo non solo di pagare ciò che spetta allo Stato, ma avrebbero anche magari incrementato il fatturato, aumentando così l’importo da versare allo Stato stesso.

Invece no! Hanno deciso di aumentare, di spremere la polpa, la buccia, ma non ancora si rendono conto che non c’è rimasto più nulla.

Ed è per questo che il sogno dell’uomo misterioso, che voleva tornare a casa in un orario decente, che voleva un animale in casa, che voleva una vita più adagiata, non può permetterselo. E’ tassativamente proibito sognare in questo paese, perchè ci sono persone che dovrebbero lavorare per il bene del popolo, e invece lavorano solo per avere un salario più alto, semplicemente per nomina. Altro che per meritocrazia.